La tribù Arancione

Un piccolo viaggio per conoscere le diverse anime della Sammargheritese. Senza prendersi troppo sul serio e con la giusta dose di ironia, una serie di interviste a Dirigenti, Mister, Giocatori, Collaboratori, Tifosi di prima squadra e del settore giovanile.

Oggi parliamo di …

MATTEO GULISANO

ALLENATORE PULCINI – leva 2010

Patentino: UEFA C

Ciao Matteo, alleni bambini di 10-11 anni, un’età in cui il talento si comincia a vedere o è ancora troppo presto per capire chi un domani potrà diventare un vero calciatore?
A questa età i bambini devono fare quel che si sentono in campo: il talento migliora giocando. L’importante è che si divertano e che non abbiano troppi freni in modo da coltivare il loro talento. A 10 anni è troppo presto per capire chi potrà diventare un calciatore vero.

Nello sport in genere servono passione, forza di volontà e sacrificio. Sono cose che si possono iniziare a chiedere a bambini di questa età, senza abbandonare il divertimento e la gioia di praticare il gioco del calcio?
Ai bambini più che chiedere, devi dare la possibilità di fare. Facendo quello che a loro più piace, il divertimento è assicurato.

Colpi di tacco, rovesciate, rabone, biciclette, tunnel. C’è chi dice che se non si lasciano liberi di provare questi colpi da piccoli, anche sbagliandoli, non sapranno mai farli da grandi. Sei d’accordo?
Sono d’accordo. I bambini devono dare sfogo al loro istinto, questo gli consentirà di migliorare nel gioco, di divertirsi e anche di migliorare le capacità coordinative.

Lo spirito di gruppo è un valore che pensi possa essere insegnato dall’allenatore ai bambini?
Secondo me l’allenatore può aiutare i bambini a far capire che il calcio è un gioco di squadra e che se un gruppo è unito si ottengono più facilmente i risultati e ci si diverte di più.

Andiamo sul personale: tra vent’anni, guardandosi indietro, cosa vorresti che i tuoi ragazzi ricordassero di te come mister?
Io sono 15 anni che faccio settore giovanile e ho il piacere di incontrare ragazzi che avevo da piccoli, che si ricordano di me e mi apprezzano ancora oggi.

Un po’ di ironia, gestire i ragazzi e gestire i loro genitori: cos’è più difficile?
Senza dubbio i genitori, ma personalmente non ho mai avuto grossi problemi neppure con loro.

La Sammargheritese ha stretto l’affiliazione con il Genoa, pensi sia un’opportunità in più di miglioramento?
Sicuramente l’affiliazione con una squadra professionistica può accrescere l’interesse e il livello della nostra società.

Sei oramai il decano di tutti gli allenatori Arancioni. Dopo tutti questi anni, cosa rende per te speciale la Sammargheritese?
Anche io, come tanti ragazzini che alleno, ho fatto tutta la trafila nella mia gloriosa società.

Invece in cosa pensi possa ancora migliorare la nostra Associazione?nvece, in cosa pensi possa ancora migliorare la nostra Associazione?
Penso che qualsiasi cosa possa sempre migliorare. Alla Samm siamo un bel gruppo, in un ambiente tranquillo, in una struttura importante. L’esperienza ci consentirà di migliorare ancora.

Fai un augurio a te e alla tua leva.
Auguro ai miei bambini di continuare a divertirsi e a praticare uno sport meraviglioso come il calcio senza pensare al risultato del campo, ma pensando a quello finale del percorso. Quanto a me spero di aver la fortuna di poter allenare tanti ragazzi del settore giovanile!