La tribù Arancione

Un piccolo viaggio per conoscere le diverse anime della Sammargheritese. Senza prendersi troppo sul serio e con la giusta dose di ironia, una serie di interviste a Dirigenti, Mister, Giocatori, Collaboratori, Tifosi di prima squadra e del settore giovanile.

Oggi parliamo di …

LUCA CRIPPA

ALLENATORE GIOVANISSIMI U15 – leva 2006

Patentino: UEFA B

Ciao Luca, com’é stato rientrare in campo e riprendere gli allenamenti con i ragazzi dopo i mesi di emergenza Covid?
Non vedevo l’ora, sembra banale dirlo ma è stato bello!

Quest’anno la Samm ti ha affidato la leva 2006, una delle realtà più importanti, te lo aspettavi e sei soddisfatto di questo incarico?
A mio parere i giovanissimi II anno sono la leva più difficile e nel frattempo più bella ed intrigante perché i ragazzi sono in fase di sviluppo sia fisico che mentale, di conseguenza il compito dell’allenatore è quello di contribuire alla loro crescita sia dentro che fuori dal campo. Quindi sono molto soddisfatto.

Quali sono le tue prime impressioni sul gruppo dopo i primi allenamenti?
Ottime…! Io mi diverto, i ragazzi si divertono, queste componenti fanno in modo che si lavori in totale serenità.

Cosa ti aspetti da questa stagione?
Mi aspetto in primis che la situazione generale migliori e permetta di allenarci e giocare come abbiamo sempre fatto. Poi mi aspetto una crescita dei ragazzi, del bel gioco e soprattutto del gruppo a cui io tengo tantissimo: i risultati saranno una conseguenza.

A questa età, 14 anni, conta di più il talento o la forza di volontà e la voglia di sacrificio dei singoli?
A questa età conta tutto e, a parte il talento, il resto è compito mio tirarlo fuori al meglio da ogni ragazzo. Comunque penso che forza di volontà e voglia di sacrificio abbiano una percentuale molto alta nel raggiungimento degli obiettivi sia singoli che di gruppo.

Lo spirito di gruppo è un valore che pensi possa essere insegnato dall’allenatore ai ragazzi?
Assolutamente sì. É un valore al quale io tengo tanto e i ragazzi lo sanno. Ho sempre cercato di insegnarlo e penso che i risultati mi diano ragione e non solo quelli calcistici.

Andiamo sul personale: tra vent’anni, guardandosi indietro, cosa vorresti che i tuoi ragazzi ricordassero di te come mister?
Dal primo giorno in cui entro in uno spogliatoio è come se entrassi in casa mia, i ragazzi sanno che per me sono come dei figli acquisiti e di conseguenza li tratto come tali. Detto ciò, ho ancora ragazzi che a distanza di anni mi chiamano per avere consigli, sia calcistici che non, dandomi enorme soddisfazione.

Un po’ di ironia, gestire i ragazzi e gestire i loro genitori: cos’è più difficile?
Nessuno dei due. Basta esseri chiari e sinceri sempre, così da non dare mai la possibilità di contestazione a nessuno. Sono sempre pronto al dialogo anche se ritengo che fatto nel modo giusto con i ragazzi, poi sono loro a dare le dovute spiegazioni a casa.

La Sammargheritese ha stretto l’affiliazione con il Genoa, pensi sia un’opportunità in più di miglioramento?
Assolutamente sì! È sempre importante potersi confrontare con gli altri serve a far crescere il nostro bagaglio.

Cosa rende per te speciale la Sammargheritese?
Ho sempre detto che dal primo giorno mi sono sempre sentito a casa, finché c’è la voglia di andare al campo vuol dire che tutto va bene.

Invece, in cosa pensi possa ancora migliorare la nostra Associazione?
Quest’anno sono arrivate parecchie figure nuove con molte idee da portare avanti, mi sembra che siamo già sulla strada giusta… Avanti così!!!

Fai un augurio a te e alla tua leva.
Alla mia leva auguro il meglio sotto tutti i punti di vista, sia per una crescita personale dei singoli, che per quella del gruppo. Per me…. di ottenere tutto quello che ci siamo augurati, sarebbe già un successone.