L’intervista del presidente a SettimanaSport

Presidente Lenzo, sono passate diverse settimane dalla retrocessione della prima squadra, cosa si sente di dire?

Il dispiacere rimane forte, anche perché sarebbero bastati solo un paio di punti in più per salvarsi direttamente e la squadra aveva tutte le carte in regola per farlo.

Negli ultimi anni era già capitato con squadre blasonate come Rivasamba e Sestrese. Quest’anno è toccato a noi.

La fortuna di certo non ci ha assistiti e francamente, anche sulle decisioni arbitrali nel corso del campionato, non è vero che alla fine gli episodi si compensano. Quando becchi l’annata sbagliata, sono guai seri.

Il risultato però va accettato e va anche ammesso che abbiamo sempre navigato negli ultimi posti in classifica.

Avete individuato delle responsabilità precise?

Le colpe le abbiamo tutti, a partire dalla dirigenza. Col senno del poi saremmo dovuti intervenire a dicembre, rinforzando meglio la rosa. Le nostre disponibilità sono modeste, questo lo sanno tutti e passi più lunghi della gamba non ne abbiamo mai fatti. Un arrivo importante c’era comunque stato, la nuova punta, Roman Calvo, ma anche lì per un intoppo burocratico il tesseramento è arrivato solo a febbraio inoltrato.

Sul futuro sarà ancora Arancione?

In queste ultime settimane qualcuno aveva già preparato almeno un paio di funerali per la Sammargheritese, uno per la prima squadra e uno per il settore giovanile.

Si sbagliano di grosso e verranno delusi.

Si mettano pure il cuore in pace: la Sammargheritese c’è ora e ci sarà anche tra trent’anni. Per altri non so se valga lo stesso discorso.

A cosa ti riferisci?

Non ho trovato corretto contattare in blocco tutti i nostri giocatori della prima squadra, quasi a volersi approfittare a nostro discapito.

Così come, su un altro fronte, non trovo corretto sentire dire in giro che il settore giovanile della Sammargheritese sta scoppiando. Alcuni dirigenti hanno preferito fermarsi, questo è vero. Sono cose che certamente ci addolorano perché si tratta di figure importanti, ma è comunque nostro dovere guardare avanti e valorizzare al meglio quel che già c’è. Aggiungo che fino a prova contraria i migliori tecnici delle giovanili sulla piazza, almeno a questo livello, li abbiamo noi ed altri ottimi elementi stanno arrivando.

Da quali basi bisogna ripartire?

Noi dobbiamo ripartire da giocatori e da tecnici che abbiamo un senso di appartenenza diverso rispetto alla norma.

Possono sembrare parole da libro cuore, ma nella Samm è così, chiedetelo a tecnici come Matteo Gulisano, Fausto Valle o Alessandro Giacobbe, per citare quelli oramai storici nel club.

Lo stesso deve valere per la prima squadra, tenere ragazzi e cercarne di nuovi con i giusti attributi e una buona dose di talento su cui scommettere.

L’allenatore sarà sempre Marco Camisa?

Si, anche per la prossima stagione si riparte da Mister Camisa e da tutto lo staff, che è rimasto solido e compatto. Ci siamo ovviamente confrontati con Marco, ipotizzando anche altri ruoli, specie dopo un’annata così faticosa. Ma la voglia di riscatto ha fatto scattare una molla diversa. Glielo si legge in faccia. Ora la gabbia è aperta, attenzione a tutti!

Possibili nuovi arrivi?

Col nostro budget, è presto per parlarne perché abbiamo sempre da limare e trovare il giusto compromesso. Spero in qualche rientro importante e poi sono curioso di vedere cosa scoverà di nuovo Camisa, lui gira i campi e vede partite tutto l’anno e ha un fiuto eccezionale.

Insomma, la Samm è viva e vegeta e pronta a ripartire.